Movimento Politico Culturale "Lu Puntulgiu" - Il Grifone Alghero Sardegna
Domenica 05 Settembre 2010, ore 22:28
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[29/01/2010]
BRAVA PRESIDENTE SPERIAMO CHE SIA SOLO L'INIZIO.....
 

Cronaca Regionale Consiglio, assenze on line: ed è guerraSoru il menopresente, Meloni il più virtuoso. Ma il Pd insorgeVenerdì 29 gennaio 2010 L a norma contro le assenze in Consiglio regionale può aspettare, in compenso però compaiono le presenze su internet: ed è peggio che disturbare un vespaio. Claudia Lombardo, presidente dell'assemblea, fa la mossa del cavallo: visto che le nuove regole anti-fannulloni non vengono approvate nella riunione dell'ufficio di presidenza (decimato dalle assenze, e non è un caso), mantiene la promessa-minaccia di pubblicare on line i numeri sulle presenze di questa legislatura. LE CIFRE Ma si attira gli attacchi dell'opposizione (e dell'Udc): «Dati non veritieri», dicono in molti. Il fatto di aver reso note solo le statistiche sulle votazioni in aula, a loro giudizio, fa sì che la minoranza appaia nel complesso meno assidua, mentre a volte diserta il voto solo per far mancare il numero legale. In generale, la presenza media è sul 65 per cento: il record è di Franco Meloni dei Riformatori (oltre il 94, solo 20 votazioni saltate su 348), seguito da Simona De Francisci e Renato Lai (Pdl) a 93,6. Il meno presente è Renato Soru: solo 10 votazioni, il 2,8 per cento. Davanti a lui c'è Ugo Cappellacci (10,3 per cento), prevedibile visti gli impegni come presidente della Regione («la sua situazione non è paragonabile a quella di Soru», puntualizza in una nota il portavoce). LA DELIBERA Al di là dei singoli, è evidente che il tema dell'assenteismo, che si lega a quello delle retribuzioni (per ogni giorno di assenza certificata si perdono circa 150 euro di diaria), tocca nervi sensibilissimi. Il problema esiste, lo ammettono tutti. Come rimedio, la presidente Lombardo punta sulla delibera che considera assente, ai fini della diaria, chi non partecipa ad almeno la metà delle votazioni della giornata: oggi basta partecipare a una sola. Ma ieri è saltata, proprio per mancanza del numero legale, la riunione dell'ufficio di presidenza che aveva all'ordine del giorno la delibera. Per la maggioranza c'erano Pdl (la stessa Lombardo e il questore Tore Amadu) e Riformatori (il vicepresidente Michele Cossa): non l'Udc (col questore Andrea Biancareddu e il segretario Nello Cappai) né i segretari del Psd'Az (Paolo Luigi Dessì) e del gruppo misto (Massimo Mulas). Da giorni si sa delle perplessità di Udc e sardisti sulla delibera. A quel punto è andata via anche la minoranza (il questore del Pd Gavino Manca, i segretari Giovanni Mariani dell'Idv e Claudia Zuncheddu dei Rossomori): «Non siamo noi a dover garantire il numero legale di fronte alle divisioni del centrodestra». Scelta contestata dalla Lombardo: «L'ufficio di presidenza non è una sede dove ci si può distinguere tra maggioranza e opposizione per determinare il numero legale». LE ACCUSE Poco dopo, sul sito del Consiglio (www.consregsardegna.it) sono apparsi i dati sulle presenze. «Non veritieri» anche secondo Giorgio Oppi: «Non rendono conto degli impegni istituzionali», dice il leader Udc, a lungo assessore all'Ambiente. L'opposizione, poi, è infuriata. Perché il dato sulle assenze è lordo, come spiega lo stesso sito del Consiglio: comprende chi manca per malattia, congedo, missione. O chi, come Francesca Barracciu, ha affrontato nel 2009 due campagne elettorali (Europee e primarie). Soprattutto il dato non calcola che la minoranza spesso non partecipa al voto solo per far mancare il numero legale. «Deluso» il vicepresidente del Consiglio Giuseppe Luigi Cucca del Pd (ieri assente, ma per impegni di lavoro a Perugia): «Questa statistica getta fango su molti di noi che sono sempre presenti». La norma sulla votazione unica va di certo cambiata, «ma modificando il regolamento, e senza dare del fannullone a chi non lo è». Il problema riguarda anche le commissioni: proprio ieri il centrosinistra ha denunciato l'assenza quasi totale della maggioranza in Autonomia e in Cultura. LA REPLICA Michele Cossa difende la pubblicazione on line: «È un atto di trasparenza. Comunque i Riformatori sono favorevoli alla proposta della presidente». E quest'ultima annuncia che non cederà: «La delibera resta sine die all'ordine del giorno dell'ufficio di presidenza». Quanto alle proteste, «i dati sono assolutamente veritieri. È vero che alcune assenze dell'opposizione sono politiche: magari pubblicheremo statistiche disaggregate. Ma abbiamo seguito i criteri della Camera». A chi poi obietta che gli orari delle votazioni non sono fissati rigidamente, Lombardo replica che «i consiglieri regionali sono pagati per stare in aula, che si voti o no. È un problema che ho sollevato da tempo: mente chi dice che serva a distrarre dalle difficoltà del Pdl». Certo però la vicenda sembra inasprire i rapporti tra i poli, e l'impressione è che possa lasciar tracce anche nel centrodestra. GIUSEPPE MELONI
DA l'UNIONE SARDA DEL 29 GENNAIO 2010
Franco Masu
 
 
 
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