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| [25/02/2010] |
| IL CULO: MANIFESTO ELETTORALE DEI RADICALI
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"Meglio un culo che una faccia di culo" ha fatto scrivere Tinto Brass, candidato con la lista Bonino-Pannella in Veneto, sul manifesto-modello dove campeggia un sedere di donna sul quale poggia una mano con il caratteristico sigaro che ama sfoggiare.
"A differenza delle facce, maschere ipocrite che sanno fingere e mentire, il culo non mente e non inganna; è lo specchio fedele della nostra anima. Vessillo spavaldo di trasgressione, rabbia, insofferenza. Filosoficamente il culo è laico, è l’anticoncezionale per eccellenza e, in quanto assolutamente naturale, in linea perfino con i precetti della Chiesa cattolica".
Ha fatto pervenire le foto dei suoi manifesti al sito Dagospia. Eros è liberazione, ha puntualizzato. E poi giù un elenco di 'qualità' del posteriore: "Metaforicamente è un formidabile grimaldello semantico per scassinare la cassaforte arrugginita della nostra cultura che è vecchia, stantia, polverosa, muffita, accademica, elitaria, noiosa, triste, piagnona, quaresimale, punitiva, lugubre, cipigliosa, catastrofista, funeraria e lassativa». Politicamente, poi? Niente di più esaltante del sedere per il regista: «È l’emblema “contro” più libertario-libertino che ci sia: contro la partitocrazia, le ingerenze del Vaticano, lo scippo di legalità e laicità, le convinzioni, le convenienze e le connivenze, l’ufficialità e il politically correct, l’affarismo, la corruzione, il bigottismo di chi getta il sasso (o il sesso) ma poi nasconde la mano..."
Le dichiarazioni di cui sopra sono del regista Tinto bras
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Franco Masu |
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